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di Renato Cappon

Certo, il calcio, come le altre cose della vita non sfugge alla logica delle antipatie e delle simpatie umane, ma una cosa è certa: l’Inter è una squadra che sta sulle scatole a molti. Non sarebbe cosa grave se stesse indigesta ad avversari e relative tifoserie, è inaccettabile però che la cosa riguardi la stampa cosiddetta neutrale e la classe arbitrale. A puro titolo di esempio , in una giornata di campionato dove senza ombra di dubbio il fatto è la debacle della capolista Milan questa è la prima pagina della Gazzetta dello Sport

Come potete tranquillamente osservare l’espulsione di Antonio Conte diventa il clou del sabato calcistico.

Se così fosse, le critiche rivolte dall’allenatore nerazzurro meriterebbero un’analisi meno caciottara – tanto per usare un termine ormai in uso in altri ambiti assai più nobili , è vero all’Inter manca sempre qualcosa per entrare nel salotto buono delle compiacenze degli opinionisti Tv o per meritare il rispetto di quegli arbitri che con tanta leggerezza prendono o non prendono decisioni determinanti per l’esito di questa e di molte altre stagioni.

Rigori non dati, VAR nemmeno consultate, mancate espulsioni a carico di avversari assai poco gentili con i nostri attaccanti, e siccome le chiacchere stanno a zero per farci un’idea sui rigori contro e a favore andiamoci a vedere questa speciale classifica:

Serie A 2020/2021: rigori a favore e contro, la classifica

https://www.sportface.it/calcio/serie-a/serie-a-2020-2021-rigori-a-favore-contro-classifica/1129265/embed#?secret=sSPz56KcX0

Interessante, vero?

I rapporti tra Conte e Maresca appaiono forse più chiari se solo smettessimo di catalogare come manfrine le lamentele del club nerazzurro ed è evidente che l’obiettivo non è solo Maresca, ma piuttosto un pesantissimo clima contro che dura ormai da troppo tempo per non destare i soliti sospetti che nel frattempo sono diventate prove.

I motivi non sono ancora ben chiari e quella che Antonio Conte definì qualche mese fa una probabile debolezza dirigenziale, sembra qualcosa di più. Un torto fatto all’Inter da parte di stampa ed arbitri certo costa meno di quanto potrebbe costare se fatto ad altre squadre , tanto per essere chiari, stiamo parlando delle relazioni con l’establishment del calcio italiano nel quale Moratti incideva già poco, figuriamoci Tohir e Zhang , quest’ultimo, tra l’altro, alle prese più con il Partito Comunista Cinese, che con i fatti pallonari di casa nostra. Questo scriveva Maurizio Sconcerti il 17 gennaio sulle pagine del Corriere della Sera :

La vera grande differenza tra la Juve e l’Inter sta da un’altra parte ed è adesso tutta societaria. La Juve ha la stessa proprietà da 97 anni. Questo significa continuità di gestione e di rapporti con un calcio che è cambiato continuamente. Gli Agnelli c’erano con il fascismo, durante la guerra, nella ricostruzione, nel boom, con Tangentopoli, nel tempo del web. Non hanno girato insieme al calcio, è stato il calcio a girare intorno a loro. Quando si parla dei privilegi della Juve si parla di questo, dei rapporti che ha costruito, degli ambienti che si è creata intorno, delle complicità, delle alleanze che sono nate e si sono allargate, di tutto l’infinito gioco economico e politico che la vita di una grande azienda costruisce in un secolo. Fino a diventare sistema.

E’ ovvio che il problema adesso é mantenere la calma evitando di sbroccare, ma questo non deve impedire a nessuno di cominciare una discussione seria su questa evidenza. Lo faccia la società in maniera seria e continua, lo faccia il calcio nelle sue componenti e lo faccia questa stampa apparentemente libera disposta a creare un caso per poi smontarlo semplicemente bollandolo come banalità o peggio come isteria. Leggere gli articoli di oggi per credere.

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