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Nel dibattito che in questi giorni riguarda la ripresa dell’attività scolastica, c’è un grande assente: la Famiglia. Sicurezza, orari, trasporto, ri-organizzazione di un eventuale necessario ricorso alla didattica a distanza, sono temi che attengono strettamente all’organizzazione familiare, ma nei quali sembrano essere contemplate solo le “necessità” degli operatori e delle Istituzioni. Ogni decisione e ogni sbilanciamento organizzativo avrà irrimediabilmente delle ricadute sulla vita della Famiglia la cui voce però non è ancora dato sentire. Mal rappresentati in organismi vecchi di decenni e poco coinvolti in associazioni che stentano a far da cassa di risonanza, i genitori manifestano le loro preoccupazioni in maniera sporadica, per quanto e quando possibile; eppure il peso dei fallimenti strategici che si dovessero registrare dopo il 14 settembre ricadrà in gran parte su di loro. E’ necessario dare dunque dignità a questo pilastro sociale, serve il coinvolgimento diretto ai tavoli di decisione, serve dare dignità alla partecipazione tanto richiesta per poi essere confinata nel perimetro dell’irrilevanza, occorre a questo proposito, riformare la struttura degli organismi scolastici, sfruttando impegno e competenze che nelle famiglie non mancano. Serve prendere atto che la Famiglia non è utenza, è piuttosto parte fondamentale del motore della soluzione di ogni difficoltà.