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Cazzari verdi nel Veneto che arranca

Prendo in prestito la splendida sintesi di Andrea Scanzi , Cazzaro Verde mi sembra un titolo perfetto per definire tanta parte della politica leghista di questi anni.

I cazzari verdi sono rassicuranti specialmente nel nostro Veneto dove ci hanno stregato e ci stregheranno ancora. Taglio corto, ben rasati gli uomini, le donne, nuance biondo grano e dress code da rogito notarile, vestiti – non a caso – da messa cantata, perché le percentuali democristiane di un tempo sono le stesse della Lega di adesso Ci fregano un po’ con quell’idea vintage di autonomia serenissima che ha creato false suggestioni e non va più nemmeno di moda, perché, dopo la Repubblica di Venezia, di autonomo non abbiamo avuto proprio nulla. Ci hanno ingannato il miracolo del Nord Est e la locomotiva, che ha sbuffato per un paio di decenni, salvo schiantarsi sull’altare della globalizzazione che dalle nostre parti è stata interpretata a soggetto: qualche capannone in Serbia e Romania e nulla più. Nel Veneto del miracolo non abbiamo più nemmeno una banca di riferimento, Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Montebelluna e Venezia fagocitate, fuse, incorporate dal pragmatismo lombardo e dalle sue convenienze.

I cazzari verdi sono rassicuranti, hanno a cuore il territorio, già proprio nel nostro Veneto, una delle aree più devastate d’Italia, uno scempio urbanistico e ambientale senza soluzione di continuità: una bifamiliare, un capannone, la chiesa e un centro commerciale, per poi continuare con una bifamiliare, un capannone(ormai vuoto), una chiesa e un centro commerciale…

I cazzari verdi sono rassicuranti, hanno mediamente una famiglia tradizionale con tanto di badante per gli anziani e nei bar di provincia sono delle vere autorità, hanno una cultura pop quanto basta e citano con disinvoltura Eracleonte da Gela . La raccontano bene e si sono presi tutto, si sono presi anche i 600 del bonus partite IVA, perché prendono il consenso degli operai che perdono riferimenti a sinistra, ma loro una partita IVA ce l’hanno di sicuro, sono commercialisti, tributaristi, fiscalisti, geometri e progettisti, insomma hanno le mani in pasta quanto basta.

Di cazzari verdi si può morire, ma si può anche guarire improvvisamente.

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